.la montagna sacra

Pubblicato: ottobre 30, 2018 in Uncategorized

I miei ricordi iniziano in una serena giornata estiva, mi trovo nel piccolo paese di Arcidosso, ferragosto è passato ed il tempo già inizia ad avere i primi sentori del freddo che verrà , il paese si prepara a celebrare con quel suo modo pagano l’arrivo dell’autunno . Sono ferma in mezzo alla strada , nessuna macchina perché il passaggio è vietato , vi sono solo turisti e anziani del posto , non come adesso che è diventato pascolo di varie nazionalità , spesso disoccupate , guardo verso i fitti boschi , i massi che spuntano fra essi , mio padre mi chiede cosa guardo in silenzio, sempre in silenzio, sono bambina ho appena 12 anni rispondo ” ascolto la voce della montagna”.

Ho avuto come parco giochi un intero paese medievale nella mia infanzia, le giornate in città le ricordo tristi e vuote , ricordo solo la danza , lunghe giornate solitarie chiusa fra 4 mura . Ma invece le memorie del mio piccolo paese sono vivide, le rocce che compongono le case, gli archi bui, le chiese che incutevano un timore reverenziale , antri e cantine , fontane dalle fogge strane , le vecchie a veglia sulle porte di case antiche, il forno , l’odore di cucinato , le case che erano di tutti , noi che eravamo i nipoti ed i figli di tutta quella piccola comunità che da giugno a settembre si ritirava in quel piccolo paese .

Per un anno mi sono trovata spessa ad andare a casa del pittore , è questa è una delle tante storie strane della mia permanenza amiatina , passavo un archetto sotterraneo ed uscivo su un terrazzo che sembrava dipinto su un libro medievale , li vi trovavo sempre questa coppia , erano sereni e tranquilli , lui dipingeva nel suo studio e lei mi parlava . Non avevo mai detto a mia madre che andavo la , glielo dissi al ritorno in città e lei mi guardò stupita ” ma sei sicura? li è abbandonato da tempo”. L’anno successivo effettivamente trovai solo vecchie stalle abbandonate…adesso è stato tutto ristrutturato e vi sono delle case ed un cancello . Quel piccolo paese era pieno di antri e passaggi , ogni pietra era viva , piena di un sentore palpabile .

Più tardi nel tempo, decidemmo di lasciare la vecchia casa per prenderne una più moderna al limitare del castagneto di San Lorenzo. Ho sempre avuto una natura piuttosto solitaria , e la maggior parte del tempo la passavo fra i boschi, un po’ a raccogliere bacche, molto a parlare con me stessa. In quei boschi mi sentivo protetta, serena , spesso rimanevo in contemplazione in un piccolo spiazzo di erba e fiori bianchi fra grosse pietre, similari a dolmen naturali , il tempo scorreva su onde diverse e prima che me ne accorgessi , in quella dimensione erano passate ore.  In quei boschi ho appreso in maniera totalmente autodidatta cosa fosse il paganesimo , con quella voce che mi parlava direttamente all’anima , sapevo cosa fare , come ringraziare , tutto mi veniva naturale , gesti che mi sembrava di aver sempre compiuto . Poi vennero i libri , lo studio, la scoperta e la conoscenza .

Amiata è anche acqua , il mio elemento natale e zodiacale , pur non credendo ad oroscopi et similia tendo a pensare che invece una propensione agli elementi abbia bene o male quelle caratteristiche che si attribuiscono ai segni . L’acqua fa parte dei miei sogni, nelle fontane che mi appaiono spesso , dei laghi e mari , fa parte della mie scelte , attualmente abito fra due laghi di cui uno sacro a Diana , spesso mi accompagno a persone che appartengono a segni “d’acqua” . La mia montagna ne è piena, con la sua fonte del fiora ed una delle acque più buone al mondo, la sua peschiera con la chiesa con il pavimento trasparente, le sue cascate ed i vari fiumi , le fonti termali tante e libere , non poteva essere altrimenti .

Nel tempo scoprirò che la mia amata montagna è considerata sacra, luogo di culti che si ritrovano in ogni angolo , anche in simbologie religiose in luoghi ove sorgono chiese che altro non sono che templi alla Dea , come la pieve ad Lamulas, o la fonte miracolosa di Montalcino , nelle “madonne” scolpite nei boschi, negli usi che si tramandano nel tempo . Sede di templi tibetani nella località di Merigar , con il suo eremo di david lazzaretti , un posto particolarissimi ed i tanti guaritori, leggende , posti mistici , vasche di acqua , fontane nel mezzo dei boschi .  Le radici che sembrano mani che affondano nella terra , gli animali che popolano i suoi boschi , la sua magia …

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Pubblicato: ottobre 25, 2018 in Uncategorized

E’ quasi sera, nell’aria si sentono i rintocchi delle campane, le foglie cadono lentamente, formando un tappeto aranciato , nel parco diverse persone, la maggior parte si allena, chi parla al telefono, nessuno che legge un libro. Cerco un punto per passeggiare nel silenzio , non voglio sentire niente, voglio solo sedermi ed osservare le nuvole mutare i loro colori, mentre il sole va a dormire attraverso la porta d’occidente, sono sola , come lo sono sempre stata, non parlo con me stessa, non stasera . Le ultime lingue aranciate si allungano nel bosco , il lago è oramai una distesa scura, Vespro è comparso all’orizzonte , le luci si accendono nei paesi intorno, creando quell’incredibile paesaggio che ricorda un presepe, la luna nel cielo è immensa , luminosa , fortissima , il freddo però mi si attacca alla pelle, umido e pungente, vorrei rimanere qua , sdraiarmi sotto le foglie , fondermi con la terra , dissolvermi , penso tutto questo mentre mi incammino per rientrare verso casa …la luna mi segue , illumina tutto, non accendo nessuna luce in casa , lascio che essa inondi di luce la piccola sala di ingresso , rimango ancora in silenzio, ascolto il respiro del mondo .

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Pubblicato: ottobre 23, 2018 in Uncategorized

Bruciano sotto i polpastrelli quando li estraggo, li divido , arcani maggiori da una parte, semi dall’altra . I disegni sono bellissimi, carichi di quella forza mistica e sensuale tipica del loro autore . Non è da chiunque ,questo mazzo particolare , mi viene spesso ripetuto , solo per chi ha abbastanza esperienza da maneggiarli, dentro di me mi dico che sono solamente sprecati nelle mani della casalinga che li consulta per sapere dell’amante . Non credo nella divinazione, ma credo che noi stessi attraverso la meditazione e la consultazione di simboli siamo in grado di consigliarci . Questo l’uso che ne faccio dei tarocchi . I simboli sono carichi di energia , ho solo loro , non altri mazzi , solo queste carte che hanno deciso di farsi trovare, una sera d’estate , al lago con la luna piena , accanto all’elemento a me sacro,  in una bancarella improbabile, erano li e forse volevano essere trovati da me . Quando sono in tumulto , rivolgo a loro il pensiero, chiedo un consiglio estraggo una carta , non una divinazione , non un’ossessione come molte letture a cui assisto , una sola grande domanda come devo evolvermi in questo cammino ?

Non credo nella divinazione , ma credo nel “destino”, che non tutto sia coincidenza e che qualcosa sia messo sulla nostra strada per aiutarci ad evolverci , specialmente quando, come in questo caso, questa simbologia mi accompagna da così tanto tempo, che spesso mi sono tatuata parole di uno dei passati rappresentanti …

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Pubblicato: ottobre 17, 2017 in Uncategorized

Osservava l’imbrunire dietro le spesse finestre di quella antica casa . Era un mese di quelle stagioni che stanno a metà fra caldo e freddo . Un’ottobre arancione e rosso, che odorava di braci e castagne al fuoco.  Indossava solo una veste da casa, leggera in morbido lino bianco e nessuna calzatura sul legno del pavimento.  Come Vespro si annunciò nel cielo abbandonò la finestra e percorse il lungo corridoio, al piano terra odore di cucina, risate, programmi televisivi futili. Scese le scale e rimase giusto il tempo per versare acqua calda nella sua tazza , già mentre saliva le scale l’odore di mela e cannella inebriava le sue narici . Aprì la tenda del suo baldacchino e si adagiò comoda fra i morbidi cuscini . Controllò qualche messaggio sul cellulare pensando come la tecnologia avesse allontanato le persone e che in quel momento potrebbe essere faccia a faccia a bere quel Tea e tenere quella conversazione.  Ma se ne curò giusto il tempo di qualche sorsata dalla tazza . Aprì il diario ed inizio a scrivere, rispose alla domanda appena fatta sullo schermo imprimendola con la penna.  Lei non voleva un’amante questa era la risposta, non mancava di spasimanti,  bellezza e carisma erano una pregi di cui era dotata, lei non voleva regalare quel suo sacro involucro alla bramosia di coloro che la desideravano , non voleva mani che la gremissero con avidità avventandosi su di lei come ingordi commensali . Lei voleva concedersi solamente a chi avrebbe usato dolcezza e tempo, scoprendo lentamente i frutti che i suoi rami offrivano , come un esperto che degusta un pregiato vino assaporandone tutte le sfumature , senza fretta . Chiuse il diario e restituì allo schermo una risposta breve e scherzosa. Sentì freddo e si coprì, scese le scale . Si immerse negli odori di cucina e prese un bicchiere di vino, lo assaporò lentamente e ripensò a ciò che aveva appena scritto sorridendo fra sé e sé…

24.3

Pubblicato: ottobre 17, 2017 in Uncategorized

Sono rimasta un’ora immobile , sdraiata , avvolta nelle lenzuola , fissando un muro bianco , si allungava su esso il tramonto , le ombre mutavano, l’aria dolce profumata entrava dalla finestra . Fissavo il muro , cercavo di scacciare quel pensiero fisso .

Questo pensiero è arrivato un giorno, improvvisamente , su una porta . In quel punto di passaggio ove si entra, ove si esce . In quel luogo è entrato , una tempesta , un vortice che si apre sotto i piedi , un vento che ti prende e ti getta in terra .

Sono quei pensieri intrisi di antico esoterismo, che vagano lontano dalle passioni corporee, più che un pensiero un’osservazione del tempo e dello spazio. Fisso e difficile da distogliere, un piccolo seme da coltivare per ingrandire il giardino della mia anima. 

11.3

Pubblicato: marzo 11, 2017 in Uncategorized

All’improvviso s’e aperto qualcosa ,  il cuore ha iniziato a battere con un ritmo non regolare . Il sonno è scivolato via . La pelle ha iniziato a sentirsi assetata , la mia anima reclama . Il desiderio , cieco e violento s’e acceso nel mio posto speciale ,li  dove la mia stella di caos gira su se stessa. E Adesso lei urla dentro me . 

La melancolia del corpo 

Pubblicato: luglio 18, 2015 in Uncategorized

Tempo fa, anni or sono, mi ritrovai a leggere un libro “la melancolia del corpo”, ovuli, latte , nervi , sonno, mestruo raccontati come facenti parte della terra e non del corpo umano . Questa lettura mi aveva portato molto a riflettere sul corpo . Oggi , con il caldo imperante , mi trovo nuovamente in queste riflessioni e ad ascoltare la mia pelle nuda , appena coperta da un lenzuolo , sfiorata dall’aria che fluttua attraverso la finestra . Mi trovo ad ascoltare ciò che da dentro scorre poi sulla mia pelle . Non solo sensibilità tattile ma spirituale . Il corpo definito in una canzone degli argine “inutile dimora dei miei piaceri”. Mentre con una mano sfioro la pelle, mi chiedo se questo non sia che un involucro atto a contenere la nostra vera essenza , o di essa sia intrisa ogni molecola ed ogni cellula e solo successivamente al loro disfacimento si disperdano come tante lucciole nella notte. Mentre mi concentro sulla carezza del vento sui miei seni , mi domando come si possa considerare erotico un corpo nudo senza conoscere l’essenza della persona , di come la nudità sia uno stato naturale e l’erotismo risieda in altro oltre che in pelle e carne e ossa ed odori . Perché allora potremmo trovare erotico qualsivoglia corpo nudo posto davanti ai nostri occhi . E per molte persone è così , basta un corpo nudo per evocare ciò che spesso non si fa vestiti . Ma corpo e anima sono una combinazione alchemica imbattibile e anche qua mi domando come si possa trarre piacere da un qualcosa di meccanico , senza godere della fusione della propria materia intellettuale con quella della persona desiderata . Per me il desiderio va oltre un corpo , passa per il centro , una stella di caos che si incendia , prima diventa anima e poi corpo , per diventare nuova materia con l’altra persona .